"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Definirsi Poeta vuol dire fare un discorso sottinteso: se non ti piace la mia poesia non ti piace la poesia in genere, sei quindi un soggetto impoetico. Adesso decidi liberamente: cosa pensi di quello che ho scritto?
Allora vorresti citare un passaggio di Witold Gombrowicz:
Perché non mi piace la poesia pura? Per le stesse ragioni per le quali non mi piace lo zucchero puro. Lo zucchero è fenomenale quando lo sciogliamo nel caffè ma nessuno mangerebbe un piatto di zucchero: sarebbe troppo. È leccesso ciò che stanca nella poesia: eccesso di poesia, eccesso di parole poetiche, eccesso di metafore, eccesso di nobiltà, eccesso di depurazione e di condensazione che fanno somigliare la poesia a un composto chimico.
Gombrovicz pronunciò queste parole in una conferenza che tenne a Buenos Aires il 28 agosto del 1947, pubblicata poi in volume col titolo Contro i Poeti. Questa sì, quasi uninvettiva:
"I versi non piacciono quasi a nessuno e il mondo della poesia versificata è un mondo fittizio e falsificato
Ungaretti la liquidò come una pura e semplice cretinaggine. Ma Gombrowicz non ce laveva coi i poeti. Si scagliava contro l'astrazione poetica, contro lelitarismo artefatto della poesia autodefinita, contro
"
quell'estratto farmaceutico e depurato di poesia, denominato Poesia Pura".
