"Se non vai al funerale di una persona, non aspettarti che quella persona poi venga al tuo."
(Lawrence Peter 'Yogi' Berra)
Poi, dopo aver raccontato tragedie di ogni genere, lo scrittore chiude il sipario, viene alla ribalta, sorride e ringrazia.
La paginetta di ringraziamenti che segue ogni romanzo si configura come un errore drammaturgico. Lautore, dopo aver portato al culmine la tensione, si toglie la maschera e strizza locchio al lettore dicendo: abbiamo solo scherzato.
I ringraziamenti alla fine rappresentano un buco della serratura dal quale lo scrittore si lascia spiare. Se qualcuno merita di essere ringraziato, lo si dovrebbe fare in privato, oppure a caratteri piccoli, prima di cominciare il libro, sobriamente, senza fare autopettegolezzi.
Il culmine dello svelamento è poi la dedica a un proprio congiunto piazzata in capo al libro, dietro la quale fanno capolino famiglie felici, matrimoni idilliaci, figli comprensivi e premurosi, padri sempre saggi e formativi.
Massimo dellinvidia per chi conosce quasi solo famiglie infelici, soprattutto quelle degli scrittori.
Ne conoscevo uno che era arrivato a scrivere quasi in odio alla propria consorte. A lungo meditò di rovesciare la più classica e stucchevole delle dediche - A mia moglie - , con un più originale e crudele Malgrado mia moglie.
(Ovviamente, da lettore, la prima cosa che vado a guardare in un libro sono i ringraziamenti: se qualcuno lascia libero il buco della serratura vuol dire che desidera essere spiato).
