-

Breve storiella esemplare. Quando Noto venne distrutta dal terremoto del 1693, si discusse a lungo su dove operare la ricostruzione. Il vecchio sito rispondeva a criteri di arroccamento e fortificazione ormai superati dai tempi. L’altra ipotesi era un anfiteatro collinare che si trovava una ventina di chilometri più a valle, non troppo distante dal mare, i cui terreni appartenevano a certe famiglie aristocratiche. Per dirimere la questione, il Viceré prese una decisione che per l’epoca risultava di sensazionale democrazia: si sarebbe svolto un referendum fra tutta la popolazione. Al voto prevalse un’ampia maggioranza favorevole alla ricostruzione sul medesimo sito. Non è difficile da capire: a parte ogni altra considerazione, una cultura contadina è vincolata alla vicinanza dell’abitazione con il terreno da coltivare giorno dopo giorno. Se il paese si allontana di venti chilometri, il lavoro si allontana altrettanto, fino a diventare irraggiungibile. La maggioranza era stata schiacciante. Ma si vede che i tempi di un referendum democratico erano prematuri, perché il Viceré decretò, alla fin fine, che si ricostruisse sulle terre nuove dell’aristocrazia, ignorando del tutto la volontà popolare. Esercizio: trovare le reiterazioni moderne di questa vicenda. 69">


RA | 22/07/2007 | Letto [1436] volte

Clicca per stampare Clicca per stampare
< TORNA AL FORUM