"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Ci deve per forza essere stato un momento preciso. E io dovevo essere distratto, perché me lo sono perso. Forse dormivo, o chissà che stavo facendo.
Mah.
Sta di fatto che il giorno prima questa regola non cera e il giorno dopo invece era diventata un punto cardine della convivenza nazionale.
Soggetto: la convinzione che moralista sia una parola doffesa.
Adesso è difficile persino crederlo, ma cè stato un lungo momento, nella storia del mondo e delle nazioni, in cui il moralismo era un valore, anche se magari non in senso assoluto.
In quel tempo lontano, tuttavia se la scelta era secca fra moralisti e stronzi/puttanieri/delinquenti non cè dubbio che la maggior parte delle persone avrebbe preferito essere iscritta alla prima categoria.
Oggi invece ci troviamo nell'epoca della trasgressione di massa: tutti libertini, tutti trasgressivi, tutti dongiovanni.
Forse per questo sarà ricordato il nostro tempo: per la convinzione che il superomismo nietzschiano sia un diritto di maggioranza.
