"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Rivedere certi vecchi film assieme a un figlio quattordicenne è fonte di parecchi dispiaceri. Specialmente le commedie cominciano presto a mostrare i segni del tempo.
Regge magnificamente Frankenstein Junior, crolla Hollywood Party. Fanno ancora ridere i primi Woody Allen, ma hanno perso ogni mordente i film di Totò.
E la lista della merce scaduta è indiscriminata.
Lo stesso genitore, che nel ruolo si sente in dovere di difendere il valore dei classici, non può non ammettere che Il Falcone Maltese visto oggi risulta lento e claustrofobico.
Degli Uccelli la cosa più gentile che si possa dire è che fa più sorridere che spaventare.
Forse a rivederli da solo il giudizio non sarebbe tanto impietoso: ma gli occhi di un quattordicenne sono un parametro che non si può eludere.
E forse è giusto così: la nostalgia non può essere un criterio di giudizio.
