"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
Colloquio fra padre e figlio dopo la visione di Arancia Meccanica.
- Figliolo, ordunque (così parlano gli scrittori ai propri figli, non lo sapevate? Ndr): ti è piaciuto?
- Sì, abbastanza.
- Ti è parso violento?
- No, veramente (in effetti, visto oggi, pare Marcellino Pane e Vino. Ndr)
- Ma cè una scena che ti è parsa più violenta delle altre?
- Sì, quella in cui lo costringono a tenere gli occhi aperti e vedere scene di violenza.
Come volevasi dimostrare: la violenza privata, per quanto gratuita ed efferata è sempre meno grave e impressionante di quella dispensata dallo Stato. Nemmeno la più tremenda delle stragi è commensurabile alla pena di morte o altre pene corporali. La premeditazione di un apparato dello Stato è ripugnante per una coscienza civile già alletà di quattordici anni.
E questo per un semplice motivo: noi siamo lo Stato, e immaginiamo di essere i buoni.
