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LO SCANDALO SILENZIOSO Faccio un esempio del silenzio propositivo che vado cercando. A Palermo, in via Pirandello, un negoziante a caccia di pubblicità gratuita ha allestito una vetrina destinata a provocare scandalo. Ci sono strisce di cocaina (finta, si spera), mazzette di banconote e una sgargiante fotografia di Lachapelle, un quadretto che associa molto liberamente il consumo di droga con i capi d’abbigliamento in vendita. Quanto di più educativo possa concepire la mente di un vetrinista. Escogitata la provocazione, si trattava solo di aspettare che passasse un giornalista, o che un signore benpensante scrivesse una lettera indignata, di modo che scandalo e pubblicità sarebbero conseguiti gratuitamente. Ma siccome la vetrina si trova lì da una decina di giorni nell’indifferenza generale, si vede che giornalisti e signori benpensanti del quartiere sono distratti da altri pensieri, oppure ormai assuefatti alle *****te. Non se n’è accorto nessuno. Scrivendone nascostamente qui, io mi guardo bene dal citare il negozio in questione, evitando così di accendere la miccia del pubblico scalpore. Le scemenze meritano di restare anonime, se proprio non è possibile lasciarle passare sotto silenzio. 40">


RA | 03/11/2007 | Letto [1443] volte

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