"Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,
che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,
che io possa avere soprattutto lintelligenza di saperle distinguere.
"
(Tommaso Moro)
"Preferirei di no" , di Giorgio Boatti è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Racconta dei dodici professori ordinari italiani (su milleduecentocinquanta) che rifiutarono di votare fedeltà al regime fascista, e che per questo persero al tempo stesso la cattedra universitaria e la libertà.
Si chiamavano Ernesto Buonaiuti, Mario Carrara, Gaetano De Sanctis, Giorgio Errera, Giorgio Levi Della Vida, Fabio Luzzatto, Piero Martinetti, Bartolo Nigrisoli, Francesco ed Edoardo Ruffini, Lionello Venturi, Vito Volterra.
Sono andato a ripescare i loro nomi perché è in omaggio a loro che, a partire da oggi, ho deciso di cominciare a dire anche io qualche preferirei di no nel mio piccolo ambito lavorativo.
Niente di paragonabile al magnifico eroismo di quei dodici professori.
Ma insomma: a mio figlio qualcosa devo pure lasciare, come insegnamento di vita.
