NON-TUTTI-LO-SONO,-NON-TUTTI-CI-SONO


(E@#39; appena uscito con “Il Saggiatore” un libro intitolato “Repertorio dei Pazzi d@#39;Italia”. Dieci scrittori, ognuno dei quali racconta i pazzi della propria città. Questo è un brano dell’introduzione)
…La pazzia, come il gioco, è una delle poche cose che andrebbero prese sul serio. Serissimo è il problema di chi si trova a dover gestire un matto nella propria cerchia familiare. Serissimo dovrebbe essere pure l’approccio verso un mondo che si pone come alternativo alla visione ordinaria della realtà. La follia è una finestra aperta su un paesaggio improvviso e inedito. Quella finestra che in maniera tanto rassicurante aprivamo ogni giorno per vedere il palazzo di fronte, e che improvvisamente, una mattina, si apre su un mondo diverso.
Il deragliamento della percezione, anche per un solo giorno, anche per una sola mezz’ora, rappresenta, per tutti coloro che hanno la fortuna di poterlo osservare senza farsene coinvolgere, un’opportunità di arricchimento. Se non altro, il benessere conseguito negli anni dal dopoguerra a oggi non dovrebbe far perdere di vista a ognuno di noi la possibilità che le cose non vadano sempre e comunque come sono sempre andate. La nostra vita rassicurante è solo un’ipotesi che potrebbe venire smentita da un momento all’altro. A questo, forse, servono i matti nella società di oggi: paradossalmente, a non smarrire la strada il buonsenso.
Al lettore di questo libro viene chiesto di non abbandonarsi del tutto alla lettura, ma prendersi il tempo di investire sul proprio sguardo. Se ne consiglia una fruizione diluita e ponderata, in modo da non lasciarsi saziare dalla quantità delle storie, e apprezzare di ciascuna la qualità e l’unicità. Per i lettori di ciascuna città il gioco può essere “Questo lo Conosco”. Ma più interessante ancora è il gioco “Io ne Conosco un Altro che”. Gioco che rende potenzialmente infinita la compilazione di questa Finta Enciclopedia, che rappresenta un tentativo maldestro - perecchiano, borgesiano, velleitario – di mettere ordine nel disordine del mondo.


Roberto Alajmo | 08/06/2012 |

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